I groppi in mare sono manifestazioni violente di tempo instabile che possono verificarsi in estate, quando masse di aria calda incontrano rilievi e si sollevano condensandosi, o in inverno, in prossimità di depressioni o lungo i fronti freddi. In realtà, il groppo da temporale, nella tipica situazione estiva, è un po’ diverso. Di solito ha una dimensione maggiore di quelli associati ai fronti freddi, e tende a durare di più perché continua ad alimentarsi attraverso l’aria calda che entra nel cumulo sopra quella fredda discendente.
Per affrontarli, occorre prima accorgersi della loro formazione, interpretando i segnali che la natura invia, come lo sviluppo verticale di una nube che diventa più scura, la presenza di un vento che soffia verso la base del cumulo e una calma improvvisa.
Quindi, è bene iniziare a prepararsi riducendo vela o ammainando, indossando stivali e cerata, chiudendo tutti gli osteriggi e oblò, e allontanandosi dalla costa per prendere il largo dove il cumulo tenderà ad esaurirsi.
Nel caso di piccole unità a motore o gommoni, se non si riesce a guadagnare velocemente l’ingresso di un porto, in alcuni casi si può prendere in considerazione la possibilità di spiaggiare.
In ogni caso, non si deve mai tentare di andare all’ormeggio nel momento di picco dei fenomeni, e meglio attendere fuori e entrare in porto quando la situazione si è calmata.
Nel caso di groppi primaverili o invernali, tipici delle code depressionarie, possiamo anche cercare di schivare i colpi prevedendo il suo spostamento, che di solito si muove con uno scarto verso sinistra di circa 20 gradi rispetto alla direzione del vento di superficie.