Il Passaggio di Drake, situato tra l'Antartide e il Sud America, è un vero incubo per i naviganti, noto per le sue condizioni tempestose e le correnti ingovernabili.
Con onde che raggiungono i 12 metri e iceberg spinti dalle correnti circumpolari antartiche, attraversare questo tratto di mare è una sfida mortale anche per le imbarcazioni più moderne.
Un altro mare che ha alimentato miti e leggende è il Triangolo delle Bermuda.
Questo vasto tratto dell'Atlantico è diventato famoso per le misteriose sparizioni di navi e aerei, alimentando teorie che vanno dal paranormale al surreale.
Tuttavia, gli esperti ritengono che non ci sia nulla di particolarmente unico in queste acque, se non la combinazione di traffico marittimo intenso e condizioni meteorologiche imprevedibili.
Il Mar Cinese Meridionale è invece un mare che combina i pericoli naturali con tensioni geopolitiche.
Questo tratto del Pacifico è spesso flagellato da tifoni durante la stagione dei monsoni, rendendo la navigazione estremamente rischiosa.
A questo si aggiungono i pericolosi fondali pieni di scogliere sommerse e atolli non cartografati, oltre a dispute territoriali tra diverse nazioni che possono sfociare in confronti militari.
Il Mare di Bering, che si estende tra la Russia orientale e l'Alaska, è un altro mare temibile.
Qui, le condizioni climatiche estreme, con temperature che scendono sotto i -45°C in inverno, si combinano con correnti forti e acque poco profonde, creando onde brevi ma potentissime.
Questo mare, famoso grazie al programma televisivo "Deadliest Catch", è uno dei più pericolosi per chi vi lavora, non solo per le condizioni del mare, ma anche per l'estenuante mancanza di sonno che caratterizza la vita dei pescatori.