La norma CEE stabilisce che non possono essere importati gli animali con meno di 3 mesi. Pertanto, una volta compiuta l’età prestabilita, devono essere vaccinati contro la rabbia e solo 21 giorni dopo la somministrazione possono accedere nei paesi dell’Unione Europea. Portare un cane dall’estero in Italia è possibile, ma ci sono alcune regole a cui attenersi per evitare qualsiasi tipo di problema. Prima di tutto, dobbiamo distinguere tra i cuccioli che arrivano dagli stati membri dell’UE e quelli che, invece, provengono da paesi extraeuropei. In questo caso, la documentazione richiesta prevede che gli animali siano identificati tramite tatuaggio leggibile o microchip e che il passaporto sia rilasciato da un veterinario autorizzato dalle autorità nazionali. Il passaporto, inoltre, deve certificare l’avvenuta somministrazione del vaccino contro la rabbia. Per cani e gatti provenienti da paesi fuori dall’Europa, la situazione è un po’ più complessa, ma nulla di cui preoccuparsi. I documenti necessari sono i seguenti: Certificato Veterinario Europeo rilasciato massimo 10 giorni prima della partenza dall’autorità locale competente. Le informazioni che vanno riportate sono: vaccinazione contro la rabbia effettuata e identificazione dell’animale tramite microchip. Inutile dire che serve dichiarazione ufficiale. Non è inutile ribadire che le regole sull’età sono ferree: in Italia i cuccioli con meno di 3 mesi e 21 giorni non possono essere importati, viaggerebbero illegalmente. Una volta chiuso il capitolo delle formalità, il tuo cucciolo può attraversare il confine e arrivare da te. La prima cosa da fare è creargli un ambiente accogliente, confortevole e sicuro, un angolo tutto per lui in cui possa riposarsi in tranquillità. Insomma, per portare un gatto dall’estero in Italia, o perchè no un cucciolo di cane, è necessario seguire una serie di passaggi, richiedere un certo numero di documenti e accertarsi che tutte le vaccinazioni e i controlli appositi siano stati fatti in tempo per la partenza.