A bordo di una nave vengono prodotti numerosi rifiuti: rifiuti solidi urbani come plastica, carta, vetro, tessuti e rifiuti organici, ma anche residui oleosi e acque reflue. Questi rifiuti andrebbero gestiti e smaltiti correttamente: la nave deve provvedere a conferirli agli impianti portuali di raccolta ogni volta che si ferma in un porto. Ma spesso ciò non avviene e questi rifiuti vengono scaricati direttamente in mare. Recenti studi hanno rivelato la portata dello scarico di acque reflue e petrolio che ogni giorno viene gettata illegalmente in mare dalle navi mercantili. Oltre a questi, un altro componente estremamente dannoso per l’ambiente, è l’acqua di sentina. L’acqua di sentina è composta da quei liquidi che vengono raccolti nella parte più bassa delle navi, la sentina appunto, che accumula gli scarti dell’imbarcazione. Si tratta, in particolare, di oli lubrificanti, carburanti e detergenti da lavaggio dello scafo. Lo scarico della sentina andrebbe effettuato nei porti tramite apposite tubature che depurano i componenti inquinanti. Purtroppo, molte navi scaricano illegalmente in mare, per ridurre i costi operativi e i tempi. Le conseguenze per l’ambiente sono facilmente immaginabili.