Il Codice della nautica non prescrive alcuna distanza minima di navigazione dalla costa, limitandosi al contrario a definire i vari limiti massimi, a 6 miglia, a 12 miglia o senza limiti. La regola, infatti, dovrebbe essere stabilita localmente dalle diverse Capitanerie di porto, le quali devono attenersi a delle regole generali. Di base, infatti, la distanza minima dalla costa deve aggirarsi tra i 100 e i 500 metri, variando in relazione al tipo di costa che le barche da diporto si trovano ad affrontare. La distanza minima è quindi maggiore di fronte a degli stabilimenti balneari e minore di fronte a delle scogliere. Il presupposto è semplice: evitare scontri tra nuotatori e barche, purtroppo non infrequenti anche in tempi recenti. Quindi, il primo consiglio è quello di informarsi nello specifico tratto di mare percorso delle regole locali, fermo restando che nella maggior parte dei casi, lungo le coste italiane, la distanza minima da tenere dalle spiagge è di 200 metri, perlomeno durante la stagione balneare. Per le scogliere, la media è invece sui 100 metri. La norma cambia per le moto d'acqua che devono navigare a 500 metri dalle spiagge e a oltre 300 metri dalle coste a picco, oltre ad avere il divieto di allontanarsi di più di un miglio dalla costa. I concessionari di strutture balneari sono obbligati a segnalare il limite - nel tratto di costa scelto dalla Capitaneria di porto locale - posizionando dei gavitelli di colore rosso sui quali è vietato ormeggiare.