Fra una barca a vela e una a motore, la prima ha sempre la precedenza.
Secondo il regolamento, la barca a vela ha la precedenza su qualsiasi barca a propulsione meccanica.
La vela deve dare precedenza solo nel caso in cui la barca a motore abbia difficoltà di manovra, sia condizionata dal suo pescaggio, ossia se non le dà precedenza la butta in secca, sia intenta in operazioni di pesca o che non governi.
Tutto questo vale se la barca a vela naviga solo con le vele.
Se utilizza il motore, tutto decade e subentrano altre regole.
Prendiamo ora il caso di due barche a vela che incrociano le loro rotte.
La precedenza sempre della barca con mure a dritta, ossia che naviga con la parte destra colpita dal vento.
Se le due barche hanno le stesse mure, avrà la precedenza quella sottovento.
E nel caso delle barche che navigano a motore?
Anche in questo caso dipende dalle situazioni.
Nel caso di un incrocio, manovra la barca che vede sopraggiungere l’altra dalla propria dritta e manovrerà accostando a dritta e rallentando.
Se invece le rotte sono opposte sarà sufficiente accostare entrambi a dritta.
Infine c’è il caso di una barca che raggiunge l’altra.
In questi casi è sempre la raggiungente che dà la precedenza.
Ma quando una barca è da considerarsi tale?
La regola dice che si è raggiungenti se si naviga all’interno dei 135 gradi (l’angolo di visuale della luce di coronamento) della barca che stiamo raggiungendo.
Rinfrescate queste poche regole, ricordiamoci sempre che in ogni caso ogni comandante ha il dovere di evitare gli abbordi in mare, che non sono quelli dei pirati, ma appunto le collisioni.
Quindi sempre una persona capace di guardia, in pozzetto o in plancia, e rispetto rigoroso delle regole, prudenza e buonsenso.