Gli strumenti per orientarsi erano limitati, e ci si affidava principalmente alla posizione delle stelle per mantenere la rotta. Prima dell’introduzione di strumenti moderni, i navigatori medievali si orientavano osservando le costellazioni, una pratica che permetteva loro di determinare la posizione, specialmente in mare aperto. A partire dal XIII secolo, l’introduzione dei portolani, mappe che indicavano porti, approdi e distanze, fu uno dei primi strumenti a rivoluzionare la navigazione. Queste mappe erano utilizzate insieme all’astrolabio, un antico strumento astronomico che permetteva di calcolare la latitudine della nave grazie all’osservazione del Sole e delle stelle, facilitando viaggi di lunga distanza. Un cambiamento ancora più significativo fu l’introduzione della bussola, originaria della Cina e introdotta in Europa grazie ai contatti con il mondo arabo. La bussola permise ai navigatori di orientarsi con precisione anche in condizioni di scarsa visibilità, stabilendo il nord con l’ago magnetico.