La Marina Militare celebra la sua Santa Patrona, Santa Barbara, il 4 dicembre di ogni anno.
Santa Barbara, momento di intima riflessione e grande spiritualità, ha toccato e tocca i cuori di quei petti di ferro, di ieri e di oggi, che operano e che hanno operato sempre con profondissimo spirito di sacrificio.
E’ proprio il grandissimo senso del dovere, talvolta portato sino al sacrificio estremo che ci lega alla Santa Patrona, una giovane che ha anteposto la propria fede alla sua stessa vita, come tanti nostri eroi in nome del più alto valor patrio.
Si narra che Barbara di Nicomedia in Bitinia fu rinchiusa in una torre e poi condotta al martirio per la sua indomata fede cristiana osteggiata dal padre pagano Dioscuro.
La martire, nell’imminenza del supremo sacrificio, pregò Gesù: …tu che tendesti i cieli e fondasti la terra e rinchiudesti gli abissi, il quale comandasti ai nuvoli che piovessero sovra i buoni e sovra i rei, andasti sopra il mare e riprendesti il tempestoso vento, al quale tutte le cose obbediscono, esaudisci per la tua misericordia infinita l’orazione della tua ancilla…
Da queste espressioni si percepisce l’intenso intreccio che lega Santa Barbara agli uomini della Marina Militare e dei Vigili del Fuoco.
La leggenda spiega le ragioni per cui subito dopo l’invenzione della polvere da sparo, presso ciascun magazzino di munizioni, in particolare sulle navi da guerra, per devozione alla vergine di Nicomedia, è presente sulle pareti un’immagine della Santa perché siano preservati dal fuoco e dai fulmini celesti i depositi delle polveri che si chiamano appunto "Santa barbara".
È tradizione, infatti, a bordo delle navi e presso tutti gli enti e i comandi della Forza Armata commemorare la ricorrenza di Santa Barbara.