Si parte ovviamente dalle due cime principali, ovvero dalla barbetta e dalla codetta. Ma occhio, queste cime, di per sé, permettono di interrompere il moto della barca, non certo di bloccarla in modo stabile. Ecco allora che, nel caso in cui l’ormeggio si prolunghi più di una fermata momentanea, sarà assolutamente il caso di aggiungere altri cavi. Ecco allora che entrano in gioco i due traversini, i quali andranno a bloccare lateralmente la barca. Restano ancora i batticulo, ovvero le cime che con un termine più moderno vengono indicate come “spring”. A questi cavi dovrebbero essere aggiunte delle cime di riserva, in caso di rottura, di caduta in acqua, di segni evidenti di usura e via dicendo. Come si è intuito, il numero delle cime d’ormeggio da dispiegare varia in base al tempo della fermata, alla presenza a bordo dell’equipaggio durante la sosta, alle condizioni nonché, ovviamente, al tipo di posto barca. In linea di massima sarà bene avere sempre a bordo almeno due cime intorno ai 25 metri, alle quali aggiungere le altre cime in base alle dimensioni della barca.