Il reato è un fatto giuridico umano vietato dall’ordinamento giuridico di uno Stato, al quale è collegata una sanzione penale.
Il criterio principale per stabilire la gravità di un reato è quello della pena: più è alta la sanzione prevista per un reato, più grave sarà lo stesso.
In altre parole, sarà considerato più grave il reato punito con la pena più elevata.
Pertanto, i delitti sono in via generale più gravi rispetto alle contravvenzioni.
E all’interno dei fatti già costituenti reato ve ne sono alcuni più gravi degli altri: per esempio, la rapina è più grave del furto perché può mettere a repentaglio l’incolumità fisica della vittima;
l’omicidio è sicuramente più grave di qualsiasi reato contro il patrimonio, mentre il delitto di strage è ancora più grave dell’omicidio perché attenta alla vita di più persone.
La corte d’assise si occupa di giudicare i reati in assoluto più gravi.
Secondo il codice di procedura penale è, infatti, competente per:
i delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a ventiquattro anni;
i delitti di omicidio del consenziente, di istigazione o aiuto al suicidio e di omicidio preterintenzionale;
ogni delitto doloso se dal fatto è derivata la morte di una o più persone, esclusi i casi in cui la morte è derivata da colpa, da rissa o da omissione di soccorso;
i delitti previsti dalle leggi di attuazione del divieto costituzionale di riorganizzazione del partito fascista, dalla legge sulla prevenzione e repressione del delitto di genocidio e per i delitti contro la personalità dello Stato, sempre che per tali delitti sia stabilita la pena della reclusione non inferiore nel massimo a dieci anni;
i delitti consumati o tentati di associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di reati particolarmente gravi, i delitti di riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù, tratta di persone e acquisto o alienazione di schiavi, nonché i delitti con finalità di terrorismo, sempre che per tali delitti sia stabilita la pena della reclusione non inferiore nel massimo a dieci anni.