Il caso più ovvio in cui la compagnia di assicurazione non paga il risarcimento è quello in cui il conducente, quindi il proprio cliente, è il responsabile dell'incidente.
In questo caso, il proprietario dell'automobile deve pagare di tasca propria le spese del sinistro e il conducente, anche se si è ferito, non potrà avere alcun indennizzo.
Un altro caso in cui non c'è risarcimento da parte della compagnia, è quando il proprio assicurato fa un incidente il 16° giorno successivo alla scadenza della polizza senza averla rinnovata.
Anche in questa situazione, quindi, il proprietario dell'auto dovrà risarcire i danni causati.
Quando una compagnia di assicurazione riceve la denuncia di sinistro, provvede a fare tutta una serie di accertamenti per verificare, con apposite perizie, se la dinamica dell'incidente descritta nella denuncia è vera e se i punti di scontro indicati, tra le auto e/o con eventuali ostacoli tipo muri e altro, siano esatti.
In caso ci siano delle anomalie e i dati non corrispondono, la compagnia respinge la richiesta di risarcimento dichiarando che si tratta di un falso incidente.
Nel caso, invece, di incidenti tra soggetti legati da vincoli di parentela fino al terzo grado, l'assicurazione non copre i danni alle cose ma solo alle persone.
Quando il conducente, non responsabile del sinistro, non indossa la cintura di sicurezza, la compagnia di assicurazione può decidere di non pagare il risarcimento, o di farlo in forma ridotta.
È facilmente comprensibile che, se alla guida dell'auto che causa il sinistro c'è un minorenne o una persona priva di patente, l'assicurazione non risarcirà i danni causati.
Non può essere presentata domanda di risarcimento neanche nel caso particolare in cui il sinistro sia provocato da un'auto che, dopo l'incidente, fugge senza lasciare i propri dati.