I fiumi navigabili italiani
Il re dei fiumi navigabili italiani è ovviamente il Po, che con i suoi 652 chilometri di lunghezza può regalare viaggi assolutamente interessanti per il turista.
Va peraltro sottolineato che, sfruttando la rete idroviaria che si sviluppa intorno al grande fiume, e considerando i vari affluenti, si arriva al di là degli 800 chilometri, potendo contare su più di 100 attracchi, una dozzina di porti lungo il percorso e parecchi operatori fluviali.
Un discorso a parte andrebbe poi fatto per quell’area unica al mondo che è il delta del Po, che con i suoi 380 chilometri tra Veneto ed Emilia-Romagna regala emozioni uniche all’amante della natura.
Restando in Veneto c’è poi ovviamente il fiume Brenta, che è navigabile da Padova fino a Venezia, in primavera, in estate e nel primo autunno.
Muovendosi verso il trevigiano si incontra poi il Sile, che si muove verso l’Adriatico, e più nello specifico verso Jesolo.
Non si può poi trascurare tutta quell’enorme rete di fiumi e di canali artificiali che collega il Friuli Venezia Giulia alla laguna veneta, collegando internamente Trieste e Chioggia, Pordenone e Marano, e via dicendo.
Lungo la litoranea Veneta, da Venezia fino al confine sloveno, c’è veramente di che perdersi.
E ancora, ci sarebbe la famosa Idrovia Padana, in grado di collegare, attraverso canali costruiti negli anni Trenta del secolo scorso, Mantova al mare, attraversando la provincia di Rovigo.
Volgendo poi lo sguardo verso la Toscana va sottolineata la presenza del canale Navicelli, quel largo canale costruito nel Cinquecento a collegare Pisa con il porto di Livorno.
L’idea, che serpeggia da anni, è quella di collegare il canale all’Arno, per rendere l’idrovia più appetibile per il turista.