La barca dunque possiamo dire essere come la vita, una palestra in cui edificare il proprio senso di partecipazione ed esperienza, in un viaggio lungo una vita.
Un viaggio è un’azione solitaria o di gruppo che mette alla prova la propria capacità di gestire qualcosa o qualcuno, imparando ad adattarsi, cercando il più possibile di capire, reagendo ad una condizione o controllandosi in certe altre.
In barca a vela puoi fare un weekend, una settimana o due, qualcuno anche di più ma state tranquilli che in un modo o nell’altro si passano giorni indimenticabili, davvero unici e memorabili.
Cosa può essere un’alba silenziosa di una rada persa in chissà quale isoletta dell’Egeo, dopo una bella serata passata a chiacchierare, ballare in spiaggia o a cenare a terra con i compagni di viaggio.
Un’esperienza olistica, irripetibile, rivitalizzante, di incommensurabile valore e impensabile in una qualsiasi città.
Pensa a quel momento, mentre te ne stai in piedi a prua appena sveglio, con una tazza di caffè fumante in mano, a contatto con il legno di teak ancora un po’ bagnato dalla notte appena trascorsa, volgendo lo sguardo al sole che lentamente illumina l’orizzonte, in un mare ancora immobile, che attende solo il tuo tuffo nelle sue splendide acque cristalline delle prime ore del mattino.
Un viaggio verso un obiettivo con diverse motivazioni, con le stesse ambizioni.
Condividendo spazi, luoghi, modi di vivere e di godere di uno stesso bisogno.
Nel valore del tempo che diamo al nostro sentirci parte di tutto questo, senza esserne invasi o invadendo quello degli altri, sfuggendo alla frenesia di quel qualcosa che non ci permette di capire, che non ci fa sentire ospiti di una vita che ci dovrebbe appartenere, sapendo rispettarla e apprezzarla, responsabilmente e con coraggio, lontani da quei ritmi incalzanti dai quali spesso scappiamo ma che in fin dei conti un po’, alla fine ci rappresentano.