La rete di navigazione è costellata da una serie imponente di infrastrutture, quali conche e porti.
Le conche di navigazione svolgono il ruolo strumentale fondamentale di agevolare la navigazione, appianando i dislivelli presenti, e fungendo da veri e propri “ascensori” per i navigli.
I porti costituiscono degli snodi importanti per accogliere merci di tipologie eterogenee, che non hanno come unico obiettivo quello di raggiungere l’area portuale, ma di essere da qui reindirizzate verso le proprie destinazioni finali tramite altre modalità di trasporto.
Per tale ragione risulta fondamentale per i porti godere di una infrastrutturazione interna capace di renderli in grado di accogliere merci di svariata natura, e di reindirizzare le merci funzionando come veri e propri “terminal intermodali”.
I principali porti della rete idroviaria, così identificati per l’elevato volume di merci sviluppato, per i servizi infrastrutturali offerti, e per la strategicità della collocazione geografica lungo la rete idroviaria, sono: il porto di Cremona, il porto di Mantova Valdaro, l’interporto di Rovigo, il porto di Chioggia, il Porto di Venezia ed il porto di Porto Nogaro.
La rete idroviaria è caratterizzata da una serie di porti e banchine pubblici e privati.
Fanno parte del sistema idroviario peraltro, anche quei porti i quali, pur avendo una vocazione principalmente marittima, sono caratterizzati almeno in parte dalla compresenza di un idrovia interna alla quale appoggiarsi per l’ingresso nelle acque interne.
Da non dimenticare poi, come anche porti in linea di principio totalmente marittimi, possano essere considerati anche fluviali in virtù dell’equiparazione, operata dall’Agreement, della fascia costiera all’idrovia interna; ciò risulta tanto più vero quando i porti costituiscono terminal indispensabili per il transhipment cargo – chiatta e l’ingresso in acque interne.