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Qual è la velocità critica di una barca a vela?

Enzo Verdi
Enzo Verdi
2025-09-10 07:28:19
Numero di risposte : 9
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La velocità critica in nodi è data dalla radice quadrata della lunghezza immersa dello scafo in piedi per il coefficiente 1,34: Vc = 1,34 x (Lwl)^1/2 La Velocità Critica (“Hull speed”) può essere pensata la velocità alla quale la lunghezza d’onda dell’onda di prua dell’imbarcazione è uguale alla lunghezza della barca. All’aumentare della velocità, la dimensione dell’onda di prua aumenta, e quindi anche la sua lunghezza d’onda. In questo modo, raggiunta una certa velocità, la velocità critica, una barca in navigazione in dislocamento puro apparirà intrappolata in una depressione dietro la sua grande onda di prua. Anche se il termine “velocità critica” sembra suggerire che si tratta di una sorta di “limite di velocità ” per una barca, in realtà la resistenza dello scafo dislocante cresce regolarmente ma con pendenza crescente raggiungendo e superando la velocità critica, senza apprezzabili flessioni al raggiungimento della velocità critica. Le barche a vela possono planare. Barche leggere, strette con scafo non progettato per planare possono facilmente superare la velocità critica senza planare, anzi, l’amplificazione sfavorevole dell’altezza dell’onda a causa dell’interferenza costruttiva diminuisce all’aumentare della velocità oltre la velocità critica.
Rosa Ferretti
Rosa Ferretti
2025-09-02 00:41:18
Numero di risposte : 9
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La velocità critica, è quindi la velocità massima teorica raggiungibile da uno scafo dislocante, legata alla sua lunghezza. Per aiutarci nel calcolo della velocità critica è stato definito il Numero di Froude, tale parametro è dato dal seguente rapporto: Dato che tale valore, osservato su diversi tipi scafo, è risultato compreso fra 1.3 e 1.4, risulta chiaro che potremo calcolare la velocità critica della nostra barca con la seguente formula: Immaginiamo un Comet 26 con L=26 la velocità critica potrebbe essere intorno ai 6,6 nodi. In pratica lo scafo si comporta più o meno come una gigantesca tavola da surf, soggetto alla sola resistenza generata dall’ attrito con il pelo dell’acqua e riesce a raggiungere velocità anche sensibilmente superiori a quella critica. La teoria, ma soprattutto la pratica, ci dice che ogni imbarcazione avanzando produce una prima onda in prua ed una seconda a poppa. Ora poiché sappiamo che un’onda si propaga con una velocità che dipende dalla distanza tra due creste successive, uno scafo dislocante (una barca a chiglia immersa) non può avanzare ad una velocità maggiore dell’onda che crea. In altre parole lo scafo rimane "intrappolato" nel cavo della propria onda.

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Luisa Cattaneo
Luisa Cattaneo
2025-08-20 15:11:17
Numero di risposte : 14
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La velocità critica si raggiunge quando l’onda del solco di prua cerca di allungarsi oltre la lunghezza dello scafo a poppa. Visivamente la velocità critica si raggiunge quando l’onda del solco di prua cerca di allungarsi oltre la lunghezza dello scafo a poppa. Per uno scafo dislocante, la resistenza dell’acqua ha un comportamento ‘strano’: ad una certa velocità, detta Critica, qualunque incremento di propulsione, anche notevole, tende ad avere uno scarso/nullo riscontro in termini di incremento di velocità. Per aiutare nel calcolo della velocità critica è stato definito il Numero di Froude, tale parametro è dato dal seguente rapporto. Dato che tale valore, osservato su diversi tipi scafo, è risultato compreso fra 1.3 e 1.4, risulta chiaro che potremo calcolare la velocità critica della barca con la seguente formula. Il valore per quanto approssimativo risulterà essere molto vicino a quello che si verifica in navigazione.
Antonia Caputo
Antonia Caputo
2025-08-20 12:20:49
Numero di risposte : 8
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La velocità critica non è una condizione oltre la quale lo scafo subisce danni irrimediabili, si tratta più banalmente di una misura che ha a che fare con le leggi della fisica. La teoria, ma soprattutto la pratica, ci dice che ogni imbarcazione avanzando produce una prima onda in prua ed una seconda a poppa. Un’onda si propaga con una velocità che dipende dalla distanza tra due creste successive: uno scafo dislocante non può quindi avanzare ad una velocità maggiore dell’onda che crea. La velocità critica, e cioè la velocità massima raggiungibile da uno scafo dislocante, è legata alla sua lunghezza e si calcola facilmente in base ad una formula legata a questa misura. Vel. max in nodi = 2.5 x radice quadrata di L. Per il nostro X37 la velocità critica potrebbe essere intorno agli 8 nodi.

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Kai Cattaneo
Kai Cattaneo
2025-08-20 12:17:35
Numero di risposte : 7
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La velocità massima di uno scafo dislocante si può calcolare secondo una legge fisica. Uno scafo immerso nell' acqua avrà una sua spinta data dal vento e dalle vele o dal motore che gli faranno prendere velocità, questa velocità aumenterà sempre di più, finchè la pressione dell' acqua sulla prua ed i relativi vortici che si formeranno a poppa non faranno altrettanta resistenza ed equpareranno la spinta. Secondo quanto detto dunque più sarà lungo, alta e tagliente la prua e potente lo scafo della barca più sarà bassa e distante quindi veloce l'onda che la imprigiona da prua a poppa, facendo aumentare la velocità critica quindi. Il calcolo della velocità critica di uno scafo dislocante viene fatto secondo il Numero di Froude che mette in rapporto la L = Lunghezza al galleggiamento e la V = Velocità. Per semplificare il calcolo della Velocità Critica basterà fare. Per le barche plananti è molto diverso e questa regola funziona fino al raggiungimento della velocità critica, dopodichè per la forma della carena o delle sue appendici, uno scafo planante si solleverà dall' acqua, liberandosi dalla sua onda di prua ed inizierà a scivolare sulla sua poppa, facendo una minima resistenza all' acqua. Liberandosi così dalla Spinta di Archimede propria degli scafi dislocanti e sfruttando una nuova legge fisica detta Portanza. Dipenderà quindi da forma dello scafo, pesi, materiali e condizioni meteomarine ma lo scafo raggiungerà elevate velocità.