Non c’è una risposta univoca.
I fattori in gioco sono molti, ma il più importante di tutti è lo stile di vita che si segue.
Può essere essenziale e a basso budget, con barche rimediate, sui 10 metri, stando sempre all’ancora in baia, facendo tutti i lavori da soli, usando poco o nulla il motore.
Viceversa, si può vivere in barca senza rinunce, su un bel cabinato di 15 metri o un grande catamarano con tutti i servizi, gli impianti, la lavatrice, il desalinizzatore, gli automatismi delle attrezzature, e così via.
Poi c’è uno stile di vita, diciamo intermedio, che è quello che va per la maggiore.
Di solito coppie o famiglie che navigano su barche la cui dimensione varia dagli 11 ai 13 metri.
Cabinati spesso un po’ “vecchiotti” ma di affermati cantieri e noti progettisti, ben tenute, sebbene non in modo maniacale.
Dispongono di tutte le attrezzature necessarie, sia tecniche che per garantire un sufficiente comfort di vita a bordo, ma naturalmente tengono in debito conto i consumi energetici e i costi di manutenzione.
Quest’ultima è quasi sempre effettuata da loro stessi e si rivolgono a personale specializzato solo per gli interventi molto tecnici o che richiedono attrezzi specifici.
Non rifuggono dai marina, ma vi si fermano solo per il tempo necessario o se non vi sono altre possibilità.
Si concedono alcune uscite in ristoranti ed escursioni all’interno dei paesi visitati, utilizzando sia i mezzi collettivi che, quando occorre, il noleggio di un’auto o un volo aereo per tratti più lunghi.
In sostanza, cercano di non farsi mancare nulla senza strafare.