L'energia mareomotrice è l'energia ricavata dagli spostamenti d'acqua causati dalle maree.
Rappresenta una fonte di energia alternativa e rinnovabile.
La marea, il ritmico innalzamento e abbassamento del livello del mare provocato dall'azione gravitazionale della Luna e del Sole, di solito ha un'altezza inferiore al metro, ma in alcune zone, il dislivello può raggiungere valori elevati, importanti per lo sfruttamento e la produzione di energia, ad oggi prevalentemente elettrica.
In alcune zone del pianeta, per esempio, si registrano maree anche con 20 m di altezza.
Oggi esistono diversi metodi di sfruttamento dell'energia delle maree: ma le azioni sono molto simili.
Sollevamento di un peso in contrapposizione alla forza di gravità; la compressione dell'acqua in opportuni cassoni e movimentazione di turbine in seguito alla sua espansione; movimento di ruote a pale; riempimento di bacini e successivo svuotamento con passaggio in turbine.
In una tipica centrale ad energia mareomotrice l'acqua affluisce e defluisce in un vasto bacino, passando attraverso una serie di tunnel nei quali, acquistando velocità, fa girare delle turbine collegate a generatori.
Per ottenere la produzione di energia sia con marea crescente che calante, si utilizzano particolari turbine reversibili cioè che funzionano con entrambe le direzioni del flusso.
Negli Stati Uniti sono allo studio degli elastomeri dielettrici che si deformano a causa delle correnti marine, potendo convertire lo stimolo meccanico in energia elettrica.