Conoscere il porto.
La prima cosa da fare è migliorare la conoscenza del porto.
Se infatti può capitare che al rientro dopo una navigazione si faccia ritorno nel porto di “casa”, è anche possibile che spesso si finisca con l’entrare in uno scalo sconosciuto.
Soprattutto in queste ipotesi diventa decisivo consultare in anticipo le carte, gli avvisi nautici e l’elenco dei fari e fanali.
Oltre a tali pubblicazioni, è inoltre fondamentale prendere dimestichezza con i Portolani, che riportano forma e orientamento dell’imboccatura del porto, natura e altezza dei fondali, oltre che la posizione dei moli frangiflutti e dei pontili, eventuali pericoli o divieti.
Una volta migliorata la conoscenza di cui sopra, prima di entrare in porto bisogna contattare con il Vhf l’autorità portuale e annunciare la propria intenzione di approdare, ricevendo così istruzioni sulla disponibilità di ormeggi e sulle modalità di attracco in banchina.
Ricordiamo che ogni porto ha un suo canale per questo tipo di comunicazioni e che il canale è indicato sul portolano.
Terminate le prime due accortezze di cui sopra, bisogna approcciare all’ingresso in porto utilizzando gli strumenti di navigazione.
Tra di essi risulta essere molto utile un Gps o un plotter, anche se è bene aiutarsi sempre con la tradizionale carta nautica in sinergia con gli strumenti elettronici.
Visivamente, non sarà difficile riconoscere le imboccature del porto: sono segnalate da torrette di colore rosso a sinistra e verde a dritta, con il transito che dovrà avvenire solo tra questi segnali.
Si ricorda che l’imbarcazione che entra deve mostrare il proprio fanale verde dal lato del segnalamento verde e il proprio fanale rosso dal lato del segnale rosso.
Si arriva così all’ormeggio vero e proprio che, come tutte le manovre all’interno del porto, deve essere effettuata a velocità bassa, mai superiore a 3 nodi, in maniera tale che si abbia tutto il tempo per correggere e gestire la rotta.
Si ricorda che durante l’ingresso in porto di norma bisogna tenere la propria destra rispetto all’asse di entrata e che bisogna sempre rispettare le precedenze: le unità che escono hanno infatti sempre la precedenza su quelle in entrata.