È annessa al comune di Portoferraio, in provincia di Livorno.
L’isola è stata riconosciuta come Riserva Naturale Integrale nel 1971 e Riserva Naturale Biogenetica diplomata dal consiglio d’Europa nel 1988.
Oggi l’Isola di Montecristo non ha abitanti e non prevede nessun servizio.
Sono una coppia: Luciana Andriolo e Giorgio Maraj.
Da 12 anni custodiscono l’isola in completa solitudine, 365 giorni all’anno.
Per poter preservare la sua straordinaria ricchezza, sull’Isola di Montecristo non sono presenti alberghi: non è infatti possibile pernottare e trascorrere la notte.
Non è disponibile neanche un servizio medico, né l’approvvigionamento di cibo e bevande.
L’Isola è un massiccio granitico e il suo punto più alto raggiunge i 645 metri slm.
Caratterizzata da splendidi paesaggi, con una bassa macchia mediterranea e oltre 400 varietà botaniche, accoglie anche alcune specie animali.
Tra queste, la più diffusa è la capra selvatica, che vive solo a Montecristo.
Un altro mammifero avvistato negli anni passati, ormai a rischio estinzione, è la foca monaca.
Ospita inoltre diversi uccelli marini, rettili e anfibi.
Anche la vita marina è particolarmente ricca; nella zona sono frequenti inoltre gli avvistamenti di balene e anche altri cetacei.
Le escursioni devono essere prenotate sul sito Islepark.it e hanno un costo di 120 euro a persona: non sono ammessi minori di 12 anni.
Il prezzo comprende il traghetto andata e ritorno, il biglietto di accesso all’area protetta e il servizio guida.
I traghetti per l’Isola di Montecristo partono anche dall’Isola del Giglio in giorni e orari prestabiliti.
Il tragitto ha una durata di circa 2 ore.
Le visite all’Isola di Montecristo sono disponibili in primavera, estate e autunno, per un arco di tempo compreso tra il 1 marzo e il 15 aprile e tra il 15 maggio e il 31 ottobre.
Rimane chiusa al pubblico nel periodo 16 aprile – 14 maggio per tutelare l’avifauna.
C’è il divieto assoluto di balneazione e di circumnavigazione.
L’accesso è severamente regolamentato, sia via terra che via mare.
Ogni anno possono visitarla al massimo 2000 persone.
Altri 100 posti, per tutto il periodo, sono riservati ai residenti delle isole dell’Arcipelago Toscano.
C’è la possibilità di raggiungerla tramite imbarcazioni private, ma è necessario richiedere l’autorizzazione: anche in questo caso la visita è condotta dal Corpo Forestale.
È consentito un solo mezzo nautico di dimensioni non superiori a 16 metri al giorno e con all’interno non più di 15 persone, per un massimo di 3 accessi a settimana.
Sull’Isola di Montecristo non è possibile circolare liberamente.
Sono tre i percorsi di trekking autorizzati, che è possibile svolgere solo se dotati di tutta l’attrezzatura necessaria.
L’abbigliamento deve essere comodo e leggero in estate; in primavera e autunno è consigliata anche una giacca antivento e impermeabile.
Le scarpe da trekking sono richieste a suola scolpita e con caviglia alta per la presenza di vipere.
Inoltre cappello, occhiali, crema solare e una scorta di acqua sono indispensabili per poter godere senza problemi della gita in questa splendida isola.
Il primo itinerario parte da Cala Maestra, passa dal Belvedere e arriva a Villa Reale: poco più di 2 chilometri con difficoltà media e due ore di cammino.
Il secondo itinerario è Cala Maestra- Monastero-Villa Reale ed è più lungo rispetto al primo: sono circa 3 chilometri e ha una difficoltà elevata.
Il terzo percorso, di poco meno di 4 chilometri, inizia sempre a Cala Maestra, passa per Grotta del santo, il Monastero e termina a Villa Reale.
La difficoltà è elevata e ha una durata di 3 ore e 30 minuti.
Non è permesso lasciare alcun tipo di rifiuto sull’Isola di Montecristo: infatti è necessario dotarsi anche di un apposito contenitore per conservare carte ecc.
Rispettare il suo equilibrio e la natura che la caratterizza è infatti il modo migliore per preservarla.