Stabilire a prescindere e in modo assoluto quanto costa mantenere una barca non è facile, poiché dipende, come abbiamo visto, dalle dimensioni della barca, dal tipo di assicurazione che si sceglie, da quanto si utilizza la barca e dai servizi offerti da chi gestisce lo stallo o l’ormeggio.
La dimensione della barca, che incide sia sul costo dello stallo che sul premio dell’assicurazione;
il tipo di utilizzo, in quanto una barca che naviga per molto tempo consuma più carburante e necessita di manutenzione più frequente;
la tipologia di stallo, poiché la spesa varia a seconda dei servizi forniti dal gestore del porto o del rimessaggio.
Custodia: ovvero una voce di costo a cui dover far fronte per “parcheggiare” la tua barca, sia in caso di ormeggio in porto, che di rimessaggio fuori dall’acqua, ad esempio durante la stagione invernale.
Manutenzione: ogni imbarcazione ha bisogno di manutenzione ordinaria, necessaria per prevenire danni maggiori e spese impreviste, che prevede la verniciatura antivegetativa dello scafo, la revisione del motore e il controllo generale delle attrezzature.
Assicurazione: da sottoscrivere annualmente, essenziale per coprire eventuali danni o incidenti che potrebbero verificarsi durante la navigazione, il cui costo dipende dalle dimensioni della barca.
A questi costi fissi di mantenimento di una barca bisogna aggiungere una serie di spese accessorie, come: carburante, che dipende dall’utilizzo della barca e dalla potenza del motore materiali di consumo, come cime, grasso, prodotti per le pulizie.
eventuali documenti e certificazioni obbligatorie da rinnovare.
Infine, è importante considerare anche le spese impreviste da sostenere in caso di riparazioni urgenti, così come l’impatto implicito ma non trascurabile del deprezzamento di un’imbarcazione con il tempo.