Navi più grandi, flotte più ampie, tariffe più basse: si guadagna se le unità sono sempre piene e sugli extra di bordo, più che sul mero prezzo del viaggio. La stessa nave è diventata il viaggio, offrendo mille motivi per restare a bordo e non scendere a terra.
Certo, abbassando le tariffe, le compagnie più generaliste hanno anche abbassato i target dei passeggeri.
Le navi sono cambiate, sono diventate meno sobrie e dalla vita di bordo più divertente.
Oggi è facile trovare piste di ghiaccio, scivoli, personaggi dei cartoni animati, piscine che generano un’onda surfabile, palestre per arrampicarsi e così via.
Sono anche diventate sempre più grandi, facendo storcere la bocca ai puristi, che ancora hanno negli occhi le linee sinuose dei liner.
Non è una novità.
Ci sono già sul mercato navi più piccole e flotte che puntano su meno ospiti: ovviamente, la selezione è data dalle tariffe.
Più si sale col prezzo e meno passeggeri ci sono a bordo.
Ecco, allora, le navi più piccole, con meno passeggeri a bordo, con un rapporto ospite/equipaggio da 1.25 a 1, suites, cabanas private su tre piscine esterne, vasche idromassaggio sulle promenade, ponti esterni da 2500 metri quadrati, grandi chef, ristoranti dagli orari flessibili, destinazioni meno battute.
Tutto per offrire più coccole ai passeggeri più esigenti e impedire che scelgano altre navi di altre compagnie.
Explora I, la prima delle quattro navi ordinate da Msc a Fincantieri, di cui è stato celebrato il taglio della lamiera, che entrerà in linea nel 2023, ha un dislocamento pari a 64 mila tonnellate di stazza contro le 167 mila di una ammiraglia come Msc Meraviglia.
E’ due volte inferiore per dimensioni delle grandi unità che siamo abituati a vedere nei porti.